Osservatorio Scolastico AIPD: Scheda n. 269
Le nuove norme sulla valutazione (D.L. n. 137/08)
Il nuovo Ministro Gelmini ha fatto introdurre nel Decreto legge n. 137/08 alcune norme importanti sulla scuola.
La stampa ha maggiormente evidenziata quella sul ritorno al maestro unico nella scuola primaria a partire dall’a.s. 2009/10. Però altre norme introdotte sono di immediata applicazione. Si torna nella scuola primaria e secondaria di primo grado alla valutazione tramite i voti, senza possibilità, nella scuola secondaria di primo grado, di scrivere anche un giudizio sintetico.
Inoltre non si può essere promossi se si riporta un voto inferiore al 6 anche in una sola materia.
Questa norma va chiarita. Infatti ciò non può significare che se un docente dà un voto inferiore a 6 nella propria disciplina, l’alunno è automaticamente bocciato. A mio avviso, significa che questa sua proposta opera tale effetto solo se è condivisa dalla maggioranza del Consiglio di classe. Infatti lo scrutinio è il risultato di una valutazione collegiale che decide di approvare o non approvare le proposte di voto espresse dai singoli docenti. Pertanto se uno o più docenti propongono voti inferiori a 6, tali proposte debbono essere approvate dalla maggioranza del Consiglio di classe; se questo vota, sia pur a maggioranza, contro la proposta di bocciatura e per la promozione, i voti inferiori a 6 automaticamente divengono 6, come è sempre avvenuto nella scuola.
Altra nuova norma è la reintroduzione dell’influenza sul profitto di un voto di condotta inferiore a 6, che comporta bocciatura.
Questa norma, se serve a contrastare casi di bullismo, deve, a mio avviso, essere accompagnata da interventi di tipo educativo; diversamente ha solo valore repressivo, che ha pure un valore educativo, ma esterno, se non riesce a far comprendere all’alunno punito quali sono le regole di comportamento cui ogni cittadino deve attenersi e che debbono entrare nel suo patrimonio civico.
Quanto al ritorno del maestro unico, il Ministro ha assicurato che ciò libererà dei docenti che potranno essere impegnati nel tempo pieno che quindi non dovrebbe essere ridotto, come precedentemente temuto. Inoltre gli altri docenti così resi disponibili, dice il Ministro, non saranno licenziati, ma verranno impiegati per attività formative nei confronti degli operatori culturali in campo turistico. Se ciò avverrà, allora però, la motivazione ufficiale che il ritorno al Maestro unico è stata dettata dalla necessità di ridurre i costi di un eccessivo numero di docenti e destinare i risparmi all’aumento degli stipendi di quelli che rimangono a scuola, sembrerebbe non potersi realizzare.
Ed allora, perché tanto scompiglio, esaltato dalla stampa?
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