{"id":121,"date":"2012-11-19T13:00:53","date_gmt":"2012-11-19T12:00:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aipdlivorno.org\/aipd\/?page_id=121"},"modified":"2012-11-19T13:39:08","modified_gmt":"2012-11-19T12:39:08","slug":"sindrome-di-down","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.aipdlivorno.org\/aipd\/?page_id=121","title":{"rendered":"Sindrome di Down"},"content":{"rendered":"<div class=\"two-third\">\n<p>Fino a pochi anni fa la maggior parte delle persone si riferiva alle persone con sindrome di Down chiamandole mongoloidi e l\u2019idea pi\u00f9 diffusa era quella di persone ritardate mentalmente, che sarebbero state per sempre dipendenti dai loro genitori.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 possibile incontrare ragazzi con sindrome di Down nelle scuole e e nei parchi, ragazzi con sindrome di Down che si muovono da soli fuori casa per incontrare i loro amici e perfino qualche adulto sul posto di lavoro. Qualcosa sta cambiando.<\/p>\n<h3>Che cos\u2019\u00e8 la sindrome di Down?<\/h3>\n<p>La sindrome di Down \u00e8 una condizione genetica caratterizzata dalla presenza di un cromosoma in pi\u00f9 nelle cellule: invece di 46 cromosomi nel nucleo di ogni cellula ne sono presenti 47, vi \u00e8 cio\u00e8 un cromosoma n. 21 in pi\u00f9; da qui anche il termine Trisomia 21. Genetico non vuol dire ereditario, infatti nel 98% dei casi la sindrome di Down non \u00e8 ereditaria.\u00a0La conseguenza di questa alterazione cromosomica \u00e8 un handicap caratterizzato da un variabile grado di ritardo nello sviluppo mentale, fisico e motorio del bambino.<\/p>\n<h3>Le anomalie cromosomiche nella sindrome di Down<\/h3>\n<p>Esistono tre tipi di anomalie cromosomiche nella sindrome di Down, il loro effetto finale \u00e8 comunque identico: nelle cellule dei vari organi i geni del cromosoma 21 sono in triplice dose.<\/p>\n<p>L\u2019anomalia pi\u00f9 frequente \u00e8 la Trisomia 21 libera completa (95% dei casi): in tutte le cellule dell\u2019organismo vi sono tre cromosomi 21 invece di due; ci\u00f2 \u00e8 dovuto al fatto che durante le meiosi delle cellule germinali la coppia dei 21 non si \u00e8 disgiunta come avrebbe dovuto (90% dei casi durante la meiosi della cellula uovo materna, 10% durante la meiosi degli spermatozoi paterni).<\/p>\n<p>Pi\u00f9 raramente si riscontra la Trisomia 21 libera in mosaicismo (2% dei casi): nell\u2019organismo della persona con la sindrome sono presenti sia cellule normali con 46 cromosomi che cellule con 47 cromosomi (la non disgiunzione della coppia 21 in questo caso si \u00e8 verificata alle prime divisioni della cellula uovo fecondata).<\/p>\n<p>Infine, il terzo tipo di anomalia, anch\u2019essa rara, \u00e8 la Trisomia 21 da traslocazione (3% dei casi): il cromosoma 21 in pi\u00f9 (o meglio una parte di esso, almeno il segmento terminale) \u00e8 attaccato ad un altro cromosoma di solito il numero 14, 21, o 22.<\/p>\n<h3>Le cause della sindrome di Down<\/h3>\n<p>Non conosciamo affatto quali siano le cause che determinano le anomalie cromosomiche in generale. Sappiamo per\u00f2 che:<\/p>\n<ul>\n<li>le anomalie cromosomiche, soprattutto le trisomie, sono un evento abbastanza frequente che interessa circa il 9% di tutti i concepimenti (alla nascita per\u00f2 solo lo 0,6% dei nati presenta un\u2019anomalia cromosomica a causa dell\u2019elevatissima quota di embrioni che va incontro ad un aborto spontaneo);<\/li>\n<li>l\u2019incidenza delle anomalie cromosomiche in generale, e quelle della Trisomia 21 in particolare, \u00e8 assolutamente costante nelle diverse popolazioni, nel tempo e nello spazio;<\/li>\n<li>tutte le possibili ipotesi eziologiche fino ad oggi formulabili (agenti chimici, radiazioni ionizzanti, infezioni virali, alterazioni metaboliche o endocrine materne) non sono state mai avvalorate dalle molte ricerche condotte.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In definitiva si ritiene che l\u2019insorgenza delle anomalie cromosomiche sia un fenomeno \u201cnaturale\u201d, in qualche modo legato alla fisiologia della riproduzione umana, e anche molto frequente.<\/p>\n<p>La presenza della sindrome di Down \u00e8 diagnosticabile nel neonato, oltre che con un\u2019analisi cromosomica, fatta su un prelievo di sangue, attraverso una serie di caratteristiche facilmente riscontrabili dal pediatra, di cui la pi\u00f9 nota \u00e8 il taglio a mandorla degli occhi (che ha dato origine al termine mongolismo).<\/p>\n<p>Il nome \u201csindrome di Down\u201d viene invece dal nome del dott. Langdon Down, che per primo nel 1866 riconobbe questa sindrome (sindrome vuol dire insieme di tratti) e ne identific\u00f2 le principali caratteristiche.<\/p>\n<h3>Si pu\u00f2 fare qualcosa per prevenirla?<\/h3>\n<p>Le cause precise che determinano l\u2019insorgenza della sindrome di Down sono ancora sconosciute. Numerose indagini epidemiologiche hanno comunque messo in evidenza che l\u2019incidenza aumenta con l\u2019aumentare dell\u2019et\u00e0 materna:<\/p>\n<table width=\"50%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\"><strong>ET\u00c0 MATERNA<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\"><strong>INCIDENZA<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">inferiore a 30 anni<\/td>\n<td valign=\"top\">1 su 1500<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">30-34 anni<\/td>\n<td valign=\"top\">1 su 580<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">35-39 anni<\/td>\n<td valign=\"top\">1 su 280<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">40-44 anni<\/td>\n<td valign=\"top\">1 su 70<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">oltre 45 anni<\/td>\n<td valign=\"top\">1 su 38<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Anche se la possibilit\u00e0 cresce con l\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0 materna, questo non esclude che nascano bambini con sindrome di Down anche da donne giovani, ma una donna pi\u00f9 anziana ha maggiori probabilit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019altro fattore di rischio dimostrato \u00e8 avere avuto un precedente figlio con la sindrome.<\/p>\n<h3>Come viene diagnosticata<\/h3>\n<p>La sindrome di Down pu\u00f2 essere diagnosticata anche prima della nascita intorno alla 16a-18a settimana di gestazione con l\u2019amniocentesi (prelievo con una siringa di una piccola quantit\u00e0 del liquido amniotico, che avvolge il feto all\u2019interno dell\u2019utero) o tra la 12a e la 13a settimana con la villocentesi, che viene svolto meno comunemente e che consiste in un prelievo di cellule da cui si svilupper\u00e0 la placenta, i villi coriali appunto.<\/p>\n<p>Queste analisi vengono proposte di solito alle donne considerate a rischio (et\u00e0 superiore ai 37 anni o con un precedente figlio con sindrome di Down) e fatte senza ricovero in alcuni centri particolarmente attrezzati. Sono allo studio nuove tecniche di prelievo, o di cattura, delle cellule fetali nel sangue materno o nella vagina che dovrebbero essere meno invasive e pi\u00f9 sicure delle attuali.<\/p>\n<p>Il Tri-test \u00e8 un esame del sangue materno eseguito tra la 15a e la 20a settimana di et\u00e0 gestazionale per dosare tre sostanze particolari (alfa-fetoproteina, estriolo non coniugato e frazione beta della gonadotropina corionica). L\u2019elaborazione statistica dei livelli ematici di queste tre sostanze, combinata con l\u2019eventualit\u00e0 di sindrome di Down legato all\u2019et\u00e0 della donna, fornisce una risposta che indica la stima della probabilit\u00e0 che il feto abbia una Trisomia 21 oppure no. Pe questo il l tri-test non ha alcun valore diagnostico.<\/p>\n<h3>Quante sono le persone con sindrome di Down?<\/h3>\n<p>Attualmente in Italia 1 bambino su 1200 nasce con questa condizione.<\/p>\n<p>Grazie allo sviluppo della medicina e alle maggiori cure dedicate a queste persone la durata della loro vita si \u00e8 molto allungata cos\u00ec che si pu\u00f2 ora parlare di un\u2019aspettativa di vita di 62 anni, destinata ulteriormente a crescere in futuro.<\/p>\n<p>Si stima che oggi vivano in Italia circa 38.000 persone con sindrome di Down di cui il 61% ha pi\u00f9 di 25 anni.<\/p>\n<h3>Chi sono e come crescono i bambini con sindrome di Down?<\/h3>\n<p>Lo sviluppo del bambino con sindrome di Down avviene con un certo ritardo, ma secondo le stesse tappe degli altri bambini.<\/p>\n<p>I bambini con sindrome di Down crescendo possono raggiungere, sia pure con tempi pi\u00f9 lunghi, conquiste simili a quelle degli altri bambini: cammineranno, inizieranno a parlare, a correre, a giocare.<\/p>\n<p>Rimane invece comune a tutti un variabile grado di ritardo mentale che si manifesta anche nella difficolt\u00e0 di linguaggio frequente tra le persone con sindrome di Down.<\/p>\n<p>Dal punto di vista riabilitativo non si tratta di compensare o recuperare una particolare funzione, quanto di organizzare un intervento educativo globale che favorisca la crescita e lo sviluppo del bambino in una interazione dinamica tra le sue potenzialit\u00e0 e l\u2019ambiente circostante. \u00c8 importante inoltre ricordare che ogni bambino \u00e8 diverso dall\u2019altro e necessita quindi di interventi che rispettino la propria individualit\u00e0 e i propri tempi.<\/p>\n<p>Dal punto di vista medico, vista una maggiore frequenza in tali bambini rispetto alla popolazione normale di problemi specialistici, in particolare malformazioni cardiache (la pi\u00f9 frequente \u00e8 il cosidetto canale atrioventricolare comune, ma si presentano anche difetti intestinali, disturbi della vista e dell\u2019udito, disfunzioni tiroidee. problemi odontoiatrici), \u00e8 opportuno prevedere col pediatra una serie di controlli di salute volti a prevenire o a correggere eventuali problemi aggiuntivi.<\/p>\n<p>Per conoscere quali controlli di salute sono consigliati per i bambini e le persone con sindrome di Down vai a &#8220;Controlli Sanitari&#8221;<\/p>\n<h3>Che cosa possono imparare e qual \u00e8 il loro inserimento sociale?<\/h3>\n<p>La maggior parte dei bambini con sindrome di Down pu\u00f2 raggiungere un buon livello di autonomia personale, imparare a curare la propria persona, a cucinare, a uscire e fare acquisti da soli.<\/p>\n<p>Possono fare sport e frequentare gli amici, vanno a scuola e possono imparare a leggere e scrivere.<\/p>\n<p>I giovani e gli adulti con sindrome di Down possono apprendere un mestiere e impegnarsi in un lavoro svolgendolo in modo competente e produttivo. \u00c8 impossibile avere oggi dei dati statistici sul numero delle persone con sindrome di Down che lavorano, ma, anche se la legislazione attuale non favorisce adeguatamente l\u2019avvio al lavoro delle persone con ritardo mentale, grazie all\u2019impegno degli operatori e delle famiglie ci sono gi\u00e0 molte esperienze positive. Ci sono lavoratori con sindrome di Down tra i bidelli, gli operai, i giardinieri ed altre mansioni semplici. Stanno nascendo inoltre anche alcune prime esperienze in lavori pi\u00f9 complessi come l\u2019immissione dati in computer o altri impieghi in ufficio.<\/p>\n<p>Le persone con sindrome di Down sanno fare molte cose e ne possono imparare molte altre. Perch\u00e9 queste possibilit\u00e0 diventino realt\u00e0 occorre che tutti imparino a conoscerli e ad avere fiducia nelle loro capacit\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"one-third last\">\n<div style=\"width: 230px;\"><a href=\"https:\/\/www.aipdlivorno.org\/aipd\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/alessina.jpg\"><img class=\"alignnone size-medium wp-image-126\" title=\"alessina\" src=\"https:\/\/www.aipdlivorno.org\/aipd\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/alessina-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" srcset=\"https:\/\/www.aipdlivorno.org\/aipd\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/alessina-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.aipdlivorno.org\/aipd\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/alessina-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.aipdlivorno.org\/aipd\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/alessina-680x1019.jpg 680w, https:\/\/www.aipdlivorno.org\/aipd\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/alessina-300x449.jpg 300w, https:\/\/www.aipdlivorno.org\/aipd\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/alessina-940x1409.jpg 940w, https:\/\/www.aipdlivorno.org\/aipd\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/alessina.jpg 1366w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"width: 230px; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.aipdlivorno.org\/aipd\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/JLHdown.jpg\"><img class=\"alignnone size-full wp-image-128\" title=\"JLHdown\" src=\"https:\/\/www.aipdlivorno.org\/aipd\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/JLHdown.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" \/><\/a><br \/>\n<strong><em>John Langdon Down<\/em><\/strong><\/div>\n<div style=\"width: 230px; text-align: center;\">Nel\u00a01866 descrisse la sindrome\n<\/div>\n<div style=\"width: 230px; text-align: center;\"><\/div>\n<div style=\"width: 230px; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.aipdlivorno.org\/aipd\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/lejeune.png\"><img class=\"alignnone size-medium wp-image-131\" title=\"lejeune\" src=\"https:\/\/www.aipdlivorno.org\/aipd\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/lejeune-300x265.png\" alt=\"\" width=\"221\" srcset=\"https:\/\/www.aipdlivorno.org\/aipd\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/lejeune-300x265.png 300w, https:\/\/www.aipdlivorno.org\/aipd\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/lejeune.png 595w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\n<strong><em>J\u00e9r\u00f4me Lejeune<\/em><\/strong><\/div>\n<div style=\"width: 230px; text-align: center;\">Nel\u00a01959 identifica la Trisomia 21<\/div>\n<div style=\"width: 230px; text-align: center;\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"clear\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":48,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.aipdlivorno.org\/aipd\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/121"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.aipdlivorno.org\/aipd\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.aipdlivorno.org\/aipd\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aipdlivorno.org\/aipd\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aipdlivorno.org\/aipd\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=121"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.aipdlivorno.org\/aipd\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/121\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":124,"href":"https:\/\/www.aipdlivorno.org\/aipd\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/121\/revisions\/124"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aipdlivorno.org\/aipd\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/48"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.aipdlivorno.org\/aipd\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=121"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}